Incontri AIRCMO

AIRCMO in udienza Privata dal Santo Padre Benedetto XVI
Il giorno 13 dicembre 2009, in occasione della festività di Santa Lucia, Patrona degli occhi e della vista, AIRCMO è stata ricevuta in Vaticano in udienza privata dal Papa.
Concerto benefico
Nel decimo anniversario di fondazione nel ricordo del suo ispiratore, concerto in ricordo di Giuseppe Lamperti 1921 - 1995.
AIRCMO in udienza Privata dal Santo Padre Giovanni Paolo II
Il giorno 13 dicembre 2003, in occasione della festività di Santa Lucia, Patrona degli occhi e della vista, AIRCMO è stata ricevuta in Vaticano in udienza privata dal Papa.
Ricordando Giuseppe Lamperti
Concerto presso la comunità Mondo X di Rodengo Saiano.

La Trasparenza dell'Anima

Spirito francescano e moderna razionalità animano il Comitato Etico di A.I.R.C.M.O. che vigila e controlla sull'Associazione affinché quest'ultima non venga mai meno ai suoi principi di trasparenza. Compito e fine del Comitato Etico composto da persone super-partes, sia francescani che laici, è quello di valutare e consigliare nelle scelte il Comitato direttivo dell'Associazione affinché la stessa mantenga, sempre, il suo spirito originario e la sua vocazione verso il sostegno alla ricerca scientifica ed alla solidarietà sociale. Le parole e l'esempio di Francesco, fatto di spiritualità ma anche di tanta concretezza e lungimiranza, restano il tratto distintivo e peculiare del Comitato Etico di Aircmo e di tutti volontari che in essa si impegnano.

Durante il soggiorno a Fontecolombo nel 1225, un anno prima della morte, Francesco fu convinto da frate Elia a lasciarsi operare. Il cauterio lo attendeva. Il ferro rovente doveva posarsi sugli occhi devastati dall'infezione. Francesco stupì il medico e i suoi fratelli, rivolgendo una preghiera al fuoco:

"O mio fratello fuoco, l'Altissimo ti ha creato splendido e invidiabile per tutte le altre creature, forte, bello ed utile. In questo momento sii buono con me, sii gentile. Io prego il grande Signore che ti ha creato, perché moderi per me il tuo calore"

(Leg. Mag. FF. 1097)

I frati fuggirono dalla stanza impressionati, mentre il medico affrontava il ferro rovente dagli occhi fino alle orecchie. Francesco non sentì dolore. Intonò un cantico per Frate Fuoco e tutti i camini accesi di Rieti scoppiettarono allegramente all'unisono con la sua voce.